Relatori/relatrici

     MARCO FAIMALI

PROFILO

Direttore di IAS-CNR, Presidente dell’Area della Ricerca del CNR di Genova e docente di Ecotossicologia Marina all’Università di Genova, Marco Faimali si occupa da oltre 20 anni di complessa interazione tra le attività umane e l’ecosistema marino in un’ottica di sostenibilità integrale. È responsabile di progetti nazionali ed internazionali, di contratti di ricerca con PMI e multinazionali ed ha pubblicato oltre 100 articoli scientifici peer review. Ha partecipato a centinaia di congressi nazionali e internazionali.  Da sempre si dedica a diverse attività di divulgazione scientifica e consulenze istituzionali per tematiche legate alla gestione ambientale in ambito marino-marittimo. Un dettaglio della produzione scientifica è disponibile su: https://scholar.google.it/citations?user=5S9c8HsAAAAJ&hl=it

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Uomo e mare: equilibrio possibile o utopiia?”

Un vero e proprio viaggio della nostra specie su questo pianeta, dagli albori dell’evoluzione dei Primati nel tardo Pleistocene fino al’era geologica attuale, l’Antropocene, in cui l’uomo e le sue attività sono le principali cause delle modifiche ambientali e climatiche. Una riflessione su uno dei grandi temi, il rapporto tra uomo e ecosistema che oggi più che mai impone una analisi approfondita di una delle scomode eredità di questa nuova era – l’inquinamento da plastica – e una ricerca di soluzioni non più procrastinabile.

    DAVIDE BRUNO

PROFILO

Laurea in Scienze Politiche con indiriizzo politico internazionale presso l’Università degli Studi di Palermo, e Master di II livello in Relazioni internazionali presso Alma Mater di Bologna e Istituto Diplomatico M. Toscano, Davide Bruno è stato visiting researcher presso la Johns Hopkins University SAIS Bologna ed esperto in fonti energetiche rinnovabili corso di alta formazione ENA Parigi/Cerisdi Palermo. Esperienza internazionale presso diversi NGO tra Balcani e Vicino Oriente, è Osservatore elettorale per conto dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Si è occupato di progetti di sviluppo sostenibile in Tunisia attraverso la produzione di biofuel. Esperto di progettazione comunitaria sviluppata presso la Cabina di Regia dei Fondi Comunitari della Provincia Regionale di Palermo. Progettista presso il Cerisdi di Palermo, esperto formatore in Comunicazione e Marketing internazionale presso IULM e LUMSA.

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Area Marina Protetta di Ustica. I valori del mare per una nuova etica sull’ambiente”

Il Mediterraneo è considerato uno dei mari più vulnerabili al global warming e il mare più sovrasfruttato al mondo: la temperatura superficiale dell’acqua ha raggiunto il massimo storico di 31°, le specie non indigene sono circa 1.000, di cui 618 considerate stabili, il 62% degli stock ittici del Mediterraneo sono sovrasfruttati ed in alcune aree la concentrazione di microplastiche arriva ai 10 kg per km quadrato. Pur coprendo solamente lo 0,82% della superficie mondiale oceanica, il Mar Mediterraneo ospita il 7,5% di tutta la biodiversità marina mondiale.
Nelle Aree Marine Protette la biodiversità viene tutelata e salvaguardata in un’ottica di sviluppo sostenibile, in modo che le bellezze del mare e le sue risorse siano fruibili anche per le generazioni future. Con la costituzione delle AMP (Aree Marine Protette), di cui AMP Isola di Ustica è stata precorritrice, in quanto insieme a Miramare è stata la prima area marina protetta, il mare torna all’apice delle sue forze e la biodiversità aumenta. Può quindi reagire meglio a stress globali come i cambiamenti climatici, garantendo spazi dove i pesci riescono a riprodursi non una ma più volte. 
I benefici delle AMP non si fermano alla componente ambientale, perché rappresentano anche un importante volano di sviluppo sociale ed economico per le popolazioni locali. Le AMP sono state riconosciute come un importante strumento di gestione per la conservazione e il recupero degli ecosistemi marini e dei servizi ecosistemici, ovvero i benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano ad essi associati. Tali benefici sono tradotti anche in vantaggi sociali ed economici legati all’economia blu e a tutti gli attori coinvolti nelle attività legate al mare. Le AMP sono delle vere e proprie polizze assicurative, che permettono di conservare la biodiversità del nostro oceano e allo stesso tempo rappresentano anche un importante volano di sviluppo sociale ed economico per le popolazioni locali. Queste zone di tutela devono essere considerate un investimento per il futuro, eguagliabili, appunto, ad una polizza assicurativa; sono una vera e propria eredità e rappresentano uno strumento utile per conservare e lasciare alle nuove generazioni la straordinaria bellezza e le risorse del nostro mare.

   GABRIELE PROCACCINI

PROFILO

Dirigente di ricerca della Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) di Napoli, è Direttore del Dipartimento di Ecologia Marina Integrata e Coordinatore del Programma di Dottorato dello stesso istituto. Esperto di Ecologia Molecolare di fanerogame marine. Ha conseguito la laurea in Scienze Naturali presso l’Università Federico II di Napoli (1986), ed è stato Vising Scientist nel corso di cinque anni presso l’Hopkins Marine Station della Stanford University (California); ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze Ambientali presso l’Università di Pisa (1997). E’ stato coordinatore ed ha partecipato a molti programmi di Ricerca Nazionali ed Internazionali. Revisore per più di 50 riviste ISI, è valutatore e relatore per dottorati nazionali e internazionali e per tesi di laurea magistrale. Autore di 125 articoli su riviste ISI e 12 capitoli di libri.

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Cambiamenti climatici e biodiversità negli ecosistemi marini”

Gli ecosistemi marini stanno subendo forti minacce a causa degli effetti dei cambiamenti climatici globali. I sistemi costieri, in particolare, sono anche esposti agli impatti umani locali, aumentando gli effetti dei cambiamenti globali. Uno degli effetti più evidenti è l’aumento della temperatura dell’acqua del mare, che impone modifiche nella composizione delle specie legate al livello di tolleranza delle specie autoctone e all’introduzione di specie aliene. Nuovi ecosistemi e assemblaggi di specie sono potenzialmente più instabili, influendo sui benefici dei servizi ecosistemici forniti da preziosi sistemi endemici, come le praterie di fanerogame.

   ROBERTO BUIZZA

PROFILO

Roberto Buizza ha lavorato per 27 anni presso l’‘European Center for Medium-Range Weather Forecasts’, dove ha dato un contributo fondamentale nello sviluppo dei sistemi di previsione, ed ha servito come Capo della Divisione ‘Predictability’, e come ‘Lead Scientist’. Nel 2018 ha preso servizio presso la Scuola Superiore Sant’Anna, dove sta lavorando ad una nuova iniziativa sul clima, e ad un nuovo dottorato inter-universitario e inter-disciplinare sul clima e la sostenibilità. Esperto in previsioni numeriche, metodi ad insieme, caos e predicibilità, ha più di 200 pubblicazioni.  

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Il Mediterraneo: una delle aree più a rischio dell’impatto del cambiamento climatico”

Il cambiamento climatico sta accelerando, e questo sta avendo un impatto particolarmente evidente in alcune regioni come il Mediterraneo, dove vengono sempre più frequentemente osservati eventi più estremi. Per esempio, ondate di calore sempre più intense e prolungate stanno avendo impatti negativi sempre più sostanziali sull’agricoltura e l’accesso al cibo, e quindi sulle migrazioni. Azioni concrete ed immediate che portino ad una riduzione sostanziale delle emissioni di gas serra sono necessarie, se si vuole evitare che le condizioni diventino sempre più critiche ed ingestibili.      

   PAOLO DARIO

PROFILO

Paolo Dario ha ricevuto la Laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Pisa. Nel 2018 ha anche conseguito la Laurea Honoris Causa in Ingegneria Biomedica presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Attualmente è Professore Ordinario di Robotica Biomedica, Coordinatore del Dipartimento di Eccellenza in Robotica & Intelligenza Artificiale e Prorettore alla Terza Missione di Ateneo presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. È stato fondatore e coordinatore del Dottorato di Ricerca in BioRobotica presso la Scuola Superiore Sant’Anna. È stato fondatore e direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna. Attualmente è Direttore del Centro di Competenza italiano su Industria 4.0 ARTES 4.0, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico. È coordinatore di numerosi progetti nazionali ed europei, curatore di due libri sulla robotica e autore di oltre 400 pubblicazioni su riviste (Scopus). Il suo H-Index è 79 (Scopus), i suoi articoli hanno più di 28.400 citazioni e nel marzo 2015 è stato identificato dall’IEEE Robotics and Automation Magazine come il secondo scienziato più influente nel mondo della robotica in base al ruolo e a criteri bibliometrici. È co-autore di oltre 50 brevetti internazionali e co-fondatore di 5 start-up. È fondatore dell’Editorial Board Member della rivista Science Robotics, Associate Editor di IEEE Transactions on Biomedical Engineering e Founding Editor-in-Chief di IEEE Transactions on Medical Robotics and Bionics. È stato Presidente della IEEE Robotics and Automation Society negli anni 2002-2003. È IEEE Fellow, Fellow della European Society on Medical and Biological Engineering e ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, come il Joseph Engelberger Award, l’IEEE RAS George Saridis Leadership Award in Robotics and Automation nel 2014 e il IEEE RAS Pioneer Award 2017 per aver aperto la strada all’area emergente della Biorobotica, la scienza e l’ingegneria dell’integrazione della robotica con la biologia e la medicina. È anche membro del Board della International Foundation of Robotics Research (IFRR). Nel 2009 è stato nominato Fellow della School of Engineering dell’Università di Tokyo. È un “Ufficiale della Repubblica Italiana’’ con conferimento da parte del Presidente della Repubblica Italiana nel 2002

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Tecnologie all’avanguardia per la transizione ecologica”

Gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite mirano a raggiungere uno sviluppo globale, sostenibile e incentrato sulle persone e rappresentano un appello urgente all’azione da parte di tutti i paesi – sviluppati e in via di sviluppo – in un partenariato globale. Verso un’industria europea sostenibile, incentrata sull’uomo e resiliente, dobbiamo tornare ai villaggi, nel ripensare l’umanità? E come “consentire” ai cittadini di vivere in un piccolo ambiente intelligente senza servizi e tecnologie? Anche i piccoli borghi devono essere interessati da una grande trasformazione, smart e digitale: aspetti di grande complessità in territori spesso marginali, che oggi devono poter essere governati: e le tecnologie sono probabilmente una condizione necessaria, ma non sufficiente. Creare catene logistiche integrate e armonizzate con i territori circostanti nei piccoli centri è una delle nuove dimensioni che possono aiutare gli “smart small village”: in cui la Logistica 5.0 può essere vista come una grande rivoluzione post-pandemia e una visione dirompente in cui la mobilità ha un significato rivoluzionario e una nuova dimensione del movimento, che può coniugarsi con i grandi flussi migratori in un’ottica di sostenibilità ambientale e al contempo fornire piattaforme di sperimentazione per le smart small town, tanto più se insulari, per creare integrazione vera delle piccole comunità con gli altri territori. Le nuove tecnologie possono sicuramente essere lo strumento necessario a migliorare i livelli di sicurezza, l’integrazione città-area e la sostenibilità ambientale.   

   PIETRO ANGELINI

PROFILO

Esperienza maturata nell’ambito della consulenza manageriale aziendale, marketing associativo, organizzazione aziendale, formazione professionale, risorse umane, ricerca e sviluppo, relazione università – imprese, marketing e comunicazione in particolare specializzata nel settore nautico, Pietro Angelini è il Direttore generale di NAVIGO SCARL dal 2007 e Amministratore Delegato del Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana PENTA , dove sono associati i più importanti cantieri nautici di Viareggio e della Toscana. É General Manager dell’evento YARE (https://www.yarenetworking.com/it/) sul tema refit, Direttore Operativo dell’evento VYR –  Versilia Yachting Rendez-Vous (http://www.versiliayachtingrendezvous.it/), Executive Manager di I.S.Y.L., Italian Super Yacht Life (https://www.isyl.it/), fondazione per la formazione professionalizzante, General Manager del Consorzio Marine della Toscana (http://marinedellatoscana.it/). Giornalista e Direttore di NauTech – Tecniche Nuove (https://www.tecnichenuove.com/prodotto/nautech/), la principale rivista scientifica di fornitura italiana. Relatore in numerosi eventi pubblici internazionali, ha esperienza progettuale di gestione su circa 150 progetti finanziati per un importo di oltre 20 milioni di euro: • Progetti UE (Leonardo, Life, Easme, Cosme, Urbact, Horizon, transfrontali) • Progetti Nazionali Italiani (MIUR, MISE, PON e altri cluster marini italiani) • Progetti Regionali  (POR, FESR, FSE). É Temporary Manager della rete Tuscany 4 Shoes.

TITOLO DELLA RELAZIONE: “La Nautica sostenibile nel Mediterraneo”

Il post Covid ha accelerato tante riflessioni e azioni. Certamente torna in modo molto forte anche il tema ambientale, un po’ allentatosi durante l’emergenza sanitaria, ma che resta una priorità, soprattutto per il mondo imprenditoriale. Una impresa che non produce secondo i parametri veri della sostenibilità in cinque anni rischia di essere tagliata fuori dal mercato. In particolare nel mondo degli yacht, che vede mezzi sempre più energivori e spesso inquinanti in circolazione e a ridosso delle nostre coste, si innesca una riflessione importante. E la critica si estende non più allo stile di vita di chi li usa, ma anche allo stile di consumo. I megayacht, come approfondito in recenti analisi sul consumo carbon foot print pro-capite dei super top spender al mondo, consumano ‘naturalmente’ in modo evidente, seppure si tratti in ogni caso di esempi di eccellenza di manifattura spesso solo italiana. La riflessione sul lusso impone attenzioni che, pur perseguendo criteri di sostenibilità ambientale, non danneggino il settore: ad esempio con accorgimenti quali certificazioni che attestino l’acquisto dell’eccellenza del lavoro artigianale, la sostenibilità dei materiali con analisi del loro ciclo di vita e un approccio etico nei confronti dei lavoratori, come in parte già fatto nel mondo del fashion (e si parla delle case più importanti del lusso al mondo), dove la corsa a certificare l’origine del bene è iniziata per smarcare la qualità e dove si sta pensando continuamente a soluzioni che certifichino anche l’etica. Questo approccio, in una logica di Marketing 3.0, può rendere il ricco un compratore consapevole che sa scegliere non solo l’oggetto finito, ma anche il processo che l’ha costruito e la sostenibilità dello stesso, al contempo sostenendo il settore. In pratica: innovazioni che dimostrino la migliore resa sostenibile delle prestazioni; analisi LCA dei materiali; sistemi di controllo di efficienza ed efficacia dei processi; certificazioni ambientali (come la 14001); certificazioni etiche (come la SA8000); certificazioni che traccino l’origine del materiale (soluzioni rfid, supply chain o simili). Lo yachting potrebbe essere il settore nel marittimo più sperimentale per modalità costruttiva, facilità applicativa e portafoglio dei clienti, in cui le innovazioni vengono sperimentate per il miglioramento globale e servono da esempio per i settori navali più impegnativi per numeri e tratte.

   GIOVANNI MASSARI

PROFILO

Ingegnere Elettronico, 20 anni di esperienza in Saipem.
È un innovatore molto creativo con un background tecnico fortemente multidisciplinare ed un’esperienza consolidata:

– 10 anni di esperienza in nuove tecnologie e sviluppo del business
– 15 anni di esperienza nella gestione di progetti in contesti nazionali e internazionali
– 20 anni di esperienza nella gestione tecnica di progetti altamente interdisciplinari

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Nuove frontiere della robotica sottomarina: la tecnologia in supporto ad un mondo che cambia”

La robotica sottomarina si sta evolvendo passando dai tradizionali ROV e AUV a Droni subacquei intelligenti in grado di svolgere autonomamente compiti molto complessi senza la necessità di complessi mezzi di supporto. Questo apre una nuova era per le attività nel mondo sottomarino: i droni saranno in grado di rimanere in acqua per lunghi periodi, acquisendo informazioni continue e per essere pronti per intervenire in caso di necessità. In questo scenario, i robot sottomarini di nuova generazione saranno un pilastro chiave per garantire la fattibilità e la sostenibilità delle nuove attività legate agli oceani.

   BARBARA BONCIANI

PROFILO

Sociologa (Phd) esperta in tematiche con focus sulla portualità, logistica e cooperazione internazionale, è Docente esterna presso l’Università di Pisa e Ricercatrice Associata al CNR-IRCRES di Torino su temi relativi all’integrazione città-porto e alla sostenibilità ambientale. E’ membro del Comitato scientifico di RETE (Associazione internazionale per la collaborazione fra porti e città) e coordina il Nodo Avanzato di Livorno.  E’ membro del comitato tecnico e scientifico sulle frontiere della logistica 5.0 della Dubai Future Fondation. Attualmente Assessora al Porto e Integrazione Città-Porto presso il Comune di Livorno, ha svolto attività di ricerca socio-economica presso enti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale, fra cui il Parlamento Europeo, come vincitrice della borsa di ricerca Schuman, e l’Università di Newcastle Upon Tyne (UK), come vincitrice di una borsa di ricerca Marie Curie. Ha collaborato in qualità di esperta con il Parlamento Europeo e la Commissione Europea su tematiche relative alla cooperazione internazionale e lo sviluppo. Lavora presso l’Ufficio studi dell’Adsp MTS

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Città e porti: verso una governance allargata in materia di sostenibilità ambientale. Il caso Livorno”

Nei porti di quarta generazione gli elementi di competitività e sostenibilità non dipendono soltanto da caratteristiche di tipo operativo, ma anche da fattori di tipo sociale, ritenuti capaci di influire sull’immagine dei porti e sulla loro “licenza ad operare”. I porti italiani, come quelli mediterranei, sono collocati dentro i centri urbani. Questo elemento distintivo genera problematiche di tipo ambientale, connesse con l’inquinamento atmosferico legato al transito delle navi in porto e agli effetti da questo generati sulla cittadinanza e sui lavoratori portuali. Per questi motivi il Comune di Livorno ha avviato uno strumento di dialogo con la comunità portuale costituendo un centro operativo di interazione porto-città finalizzato al raggiungimento di obiettivi di interesse comune, e ha costituito, come socio di RETE, Associazione Internazionale per la Collaborazione tra Porti e Città, il Nodo Avanzato di Livorno, con l’obiettivo principale di favorire la collaborazione tra vari attori pubblici e privati, per una migliore integrazione del porto nel contesto urbano e territoriale e uno sviluppo condiviso della città porto. Il primo tavolo di lavoro ha avuto come focus l’ambiente e la transizione green in ambito portuale e ha condotto alla firma dell’accordo Livorno Blue Agreement  con cui l’Amministrazione comunale, la Capitaneria di porto di Livorno e le compagnie armatoriali firmatarie si sono impegnate ad utilizzare qualsiasi accorgimento per ridurre l’inquinamento atmosferico derivante dalle emissioni delle navi e buone prassi per quanto attiene la manutenzione delle macchine e dei motori. Si tratta di accorgimenti aggiuntivi quindi rispetto alle prescrizioni della normativa mondiale Marpol e al nuovo limite della percentuale di zolfo relativo ai combustibili navali (dal 1 gennaio passato dal 3,5%. allo 0,5%).

   ELEONORA RIVA

PROFILO

Professore Ordinario dal 2019 presso l’Università di Palermo, ha conseguito il dottorato in Ingegneria Elettrica nella stessa università nel 2000. Dal gennaio 2020 è Esperto nazionale in Horizon Europe 2021-2027 nel Cluster 5 ‘Climate Energy and Mobility’. E’ delegato alla internazionalizzazione del Dipartimento di Ingegneria dal 2019 ed Editor in chief della iniziativa editoriale a marchio congiunto UNIPASpringer (dal 2019).
Dal 2013 è docente nel corso di dottorato industriale presso l’università di Aalborg (DK) presso il Department of Energy Technology at the University of Aalborg, Aalborg, Denmark. E’ stata responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca commissionati da enti pubblici (ENEA) e privati (Prysmian S.p.A.). E’ responsabile di diversi accordi per la didattica e la ricerca con prestigiose istituzioni internazionali europee ed asiatiche (Chalmers University in Svezia and Aalborg University in Danimarca, Vietnamese Avcademy of Science and Technology, Institute of Energy Science). Fa parte del Comitato direttivo del Consorzio nazionale ENSIEL, fa parte dell’associazione scientifica GUSEE ed è componente del Comitato scientifico dell’Osservatorio nazionale Labchain.

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Verso la neutralità climatica sulle isole: comunità energetiche e sector integration – il progetto BLORIN”

Le isole sono laboratori naturali per testare nuovi modelli di sostenibilità energetica. I vincoli paesaggistici e le condizioni tecniche sfavorevoli creano condizioni particolarmente difficili per la elaborazione di scenari di sviluppo. Per questi motivi, la parte sperimentale del Progetto BLORIN finanziato nell’ambito dell’Azione 1.1.5., Sostegno all’avanzamento tecnologico delle imprese attraverso il finanziamento di linee pilota e azioni di validazione precoce dei prodotti e di dimostrazione su larga scala, mira a stabilire un percorso per la neutralità climatica nelle isole minori non interconnesse. I test verranno svolti su due isole: Lampedusa e Favignana. Una piattaforma basata sull’uso della tecnologia blockchain consentirà ai cittadini di fornire servizi energetici alla rete elettrica passando senza soluzione di continuità da una modalità di funzionamento all’altra. Allo stesso tempo, la stessa piattaforma può supportare lo scambio di altri beni o servizi grazie alla possibilità di emettere e far circolare una moneta digitale. Trova così una possibile realizzazione la definizione di comunità energetica secondo le direttive europee RED II e EMD.

   MAURIZIO CARTA

PROFILO

Dottore di ricerca in Pianificazione Urbana e Territoriale, Maurizio Carta è professore ordinario di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. Dirige l’Augmented City Lab, un centro internazionale di ricerca-azione dedicato alle città del futuro prossimo. Esperto di pianificazione urbana e territoriale, pianificazione strategica e rigenerazione urbana, per le sue ricerche è invitato a tenere lezioni e conferenze in numerose università ed istituzioni italiane ed estere. Nel 2015 la Biennale Internazionale di Architettura di Buenos Aires gli ha conferito un premio per i suoi studi sulla rigenerazione urbana. Nel 2019 è stato Italian Design Ambassador per il Ministero degli Esteri. E’ autore di più di 300 pubblicazioni scientifiche, tra le più recenti: Augmented City (Listlab, 2017), Futuro. Politiche per un diverso presente (Rubbettino, 2019), Città aumentate. Dieci gesti-barriera per il futuro (Il Margine, 2021), Palermo. Biografia progettuale di una città aumentata (LetteraVentidue, 2021), Cosmopolitan Habitat (with J. Schroeder et al, Jovis, 2021).

TITOLO DELLA RELAZIONE: “Una nuova etica per la progettazione territoriale: ridisegnare i territori in ottica sostenibile”

La rigenerazione dei waterfront urbani, portuali e peri-portuali, è oggi una delle sfide più potenti delle città costiere: non più come luoghi-soglia ma come interfacce porose tra le diverse identità urbane, luoghi ibridi dove risorse, opportunità e ambizioni delle città si traducono in flussi e relazioni e, quindi, in progetti di futuro. L’implicazione più importante della rigenerazione dei waterfront è considerarli come elementi strutturali e strategici della città nel suo insieme e per rafforzare la liquidità come caratteristica della contemporaneità. Una delle inevitabili conseguenze delle relazioni strettamente intrecciate tra città, porti e aree costiere è che gli strumenti di intervento utilizzati sui waterfront urbani devono essere in grado di intercettare, interpretare e trasformare l’intera città, percependo le sue identità mutevoli, flessibili, porose e liquide: il “paradigma della città liquida”.La pianificazione e la progettazione della città liquida, quindi, devono ridurre la vulnerabilità e migliorare la qualità delle città, non solo regolando le infrastrutture di trasporto marittimo o le zone residenziali e produttive, ma trovando nuove forme di utilizzo delle delicate aree a contatto con l’acqua, risolvendo le fragilità del paesaggio costiero e riducendo l’impronta ecologica urbana. L’architettura e l’urbanistica più avanzate devono redigere progetti di riqualificazione urbana che aiutino a reimmaginare la città da una prospettiva di resilienza, interagendo con la progettazione paesaggistica per mitigare il rischio prodotto dalle alluvioni e dall’innalzamento del livello del mare, conciliando gli obiettivi ambientali dello sviluppo sostenibile con quelli economici della crescita.

   FRANCO ANDALORO

PROFILO

Ecologo marino già capo dipartimento di ISPRA e direttore del Sicilian Marine Center dell’Anton Dohrn cui oggi è associato, studia l’effetto dei cambiamenti climatici e antropici sul biota marino e gli ambienti estremi, temi sui cui quali ha coordinato 90 progetti di ricerca e prodotto 250 lavori ISI. Ha collaborato con FAO, UNDP, IOTC, CDB, RACSPA, MAE, MTE, MIPAAFT, IUCN.Ha ricevuto il Tridente d’oro dell’Accademia delle Scienze Subacquee di Ustica, Il premio Merli, il premio Rossana Maiorca, il Trofeo del Mare. E’ Delegato per la Sicilia del WWF, Istruttore subacqueo PADI e Operatore Subacqueo Scientifico

ABSTRACT

L’accelerazione che la Blu Economy ha oggi nella Programmazione UE e nel PNRR nazionale non può prescindere dall’uso sostenibile del mare, cosa questa che non appare scontata e anzi apre strade ricche di insidie. Per questo è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori che deve andare ben oltre la lenta attuazione del Maritime Spatial Planning sia nel monitoraggio del processo che nel coinvolgimento della società civile. Ustica, grazie alla sua storica Area Marina Protetta, può essere al centro di un processo di sensibilizzazione sociale sui temi del mare attraverso l’esaltazione della bellezza che deve essere contrapposta alle insidie.

   ILARIA TANI

PROFILO

Ilaria Tani è Avvocato del Foro di Milano e Professore aggregato in «International Law of the Sea» presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Già Funzionario Giuridico Associato presso la Division for Ocean Affairs and the Law of the Sea, Office of Legal Affairs of the United Nations (New York), con questo ufficio oggi collabora nell’ambito del «United Nations – The Nippon Foundation Fellowship Programme for Human Resources Development and Advancement of the Legal Order of the World’s Oceans». Coordina una collaborazione con l’Istituto Idrografico della Marina (Genova) sugli aspetti giuridici e cartografici del Mar Mediterraneo e partecipa a riunioni tecniche e negoziati presso le Nazioni Unite e il Consiglio dell’Unione europea (EU Council Working Party on the Law of the Sea) in qualità di Legal Adviser accreditato dal Servizio per gli Affari Giuridici, del Contenzioso Diplomatico e dei Trattati del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

ABSTRACT

Presente e futuro della “corsa all’oro” oltre le giurisdizioni nazionali: la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina al tavolo dei negoziati presso le Nazioni Unite. Con un breve quadro del regime applicabile agli spazi marini, il tema è al centro del “mondo” del diritto del mare in questo preciso momento storico, e si collega alle tematiche relative alle più recenti tecnologie e alle nuove frontiere nel campo della ricerca marina. La sostenibilità è la parola chiave da assicurare, trattando lo sfruttamento di risorse marine non ancora regolamentato.

   SALVATORE LIVRERI

PROFILO

Dottore in Scienze Naturali, opera nelle Aree Protette e nel campo della Conservazione della Natura sin dal 1991. Dal 1996 al 2014 Dirige Numerose Riserve Naturali regionali siciliane, tra le quali Monte Pellegrino; dal 2014 al 2019 è Direttore dell’Area Marina Protetta Isola di Ustica; dal 2019 ad oggi è direttore della AMP Isole Egadi.

ABSTRACT

La sostenibilità quale perno della nuova economia globale; l’assenza di confini ecosistemici rende inevitabile la Transizione Ecologica, sia dal punto di vista ‘produzione-consumo’ che da quello socio-economico; le reti di attori locali come soluzione per la composizione dei conflitti e come modello per la gestione integrata costiera.

   CARLO ZAGHI

PROFILO

Emiliano, classe 1958, Zaghi ha una laurea in Scienze Agrarie. Ha iniziato a lavorare come consulente per la Regione Emilia Romagna sul tema della valorizzazione dei prodotti agro–alimentari ottenuti con tecniche rispettose della salute e dell’ambiente e si è occupato in particolare di fitofarmaci per lo sviluppo dell’agricoltura biologica. Dal 1997 entra negli organici del Ministero dell’Ambiente svolgendo la propria attività presso il servizio Acque, Rifiuti e Suoli. Ha ricoperto dal 2001 al 2004 l’incarico di direttore della Divisione IV “Valutazione del rischio ambientale di prodotti chimici e organismi geneticamente modificati” della Direzione Generale per la valutazione di impatto ambientale.
Dal 2004 al 2010 ha ricoperto l’incarico di direttore della Divisione VII “Valutazione del rischio ambientale di prodotti chimici” della Direzione Generale per la salvaguardia ambientale, ricoprendo nel 2009 l’incarico “ad interim” di direttore della Divisione IV “Inquinamento atmosferico e mobilità sostenibile” della Direzione generale per la salvaguardia ambientale. Dal dicembre del 2010 ricopre l’incarico di direttore della Divisione V “Certificazione ambientale, prodotti chimici e acquisti pubblici verdi” della Direzione Generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell’ambiente.
Dal 2001 al 2011 è stato componente della delegazione italiana per il negoziato sulla proposta di regolamento concernente la registrazione delle sostanze chimiche (REACH), della delegazione italiana per il negoziato sulla proposta di direttiva che istituisce un quadro comunitario per l’uso sostenibile dei pesticidi e della delegazione italiana per il negoziato sulla proposta di regolamento relativo ai biocidi.
Un grande esperto di tutela ambientale, con profonda competenza sugli agenti inquinanti,  ovvero sulle vere fonti di intossicazione umana (agricoltura, acque, aria) e sui reali rischi per la fauna, oggi Direttore Generale – Direzione Generale per il Mare e le Coste, Ministero della Transizione Ecologica.

ABSTRACT

La Commissione europea ha presentato nel mese di maggio 2020 laComunicazione COM (2020) 380 sulla Strategia dell’UE per la biodiversità al 2030,intitolata “Riportare la natura nelle nostre vite”. Il Piano d’azione ad essa collegatoè particolarmente ambizioso. Insieme alla nuova Strategia, le proposte appena presentate dalla Commissioneper dare attuazione al Green Deal europeo mirano a realizzare un percorso cherivolge particolare attenzione all’interconnessione tra perdita della biodiversità ecambiamenti climatici. La protezione degli ecosistemi marini e la gestione sostenibile del mare e dellezone costiere rappresentano strumenti fondamentali per favorire la riduzione delleemissioni di CO2 e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Alcuni progetti presentati nell’ambito del PNRR italiano perseguono questi scopi,che appaiono essenziali per invertire il degrado in atto della biodiversità,contrastare il cambiamento climatico e o5rire prospettive di sviluppo sostenibile.

   SIMONA BONAFE’

PROFILO

Simona Bonafè, Europarlamentare. Eletta nel Maggio 2019 per il suo secondo mandato. Capolista per il Partito Democratico, è stata la più votata tra gli europarlamentari eletti nella circoscrizione elettorale Italia Centrale.Al Parlamento Europeo è Vice Presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici, con l’incarico di responsabile degli Affari Parlamentari e delle Relazioni Interistituzionali. È membro titolare della Commissione Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza alimentare (ENVI) e membro sostituto della Commissione Industria, Ricerca ed energia  (ITRE). Fa parte delle Delegazioni per i rapporti UE-Cina.È co-presidente e co-fondatrice dellIntergruppo Parlamentare per gli Investimenti sostenibili di Lungo Termine e un’Industria Europea Competitiva. È relatrice per il Parlamento Europeo sul regolamento sulle batterie. É stata relatrice del Parlamento sulle quattro direttive che compongono il pacchetto legislativo sull´economia circolare e sul regolamento per il riuso dell’acqua.Nel 2013 è stata eletta alla Camera dei Deputati dove ha seduto nella Commissione Attività Produttive e Commercio. Precedentemente, per nove anni, è stata Assessore all´Ambiente del Comune di Scandicci (Fi).

ABSTRACT

Parole chiave: Blue economy, Green deal, Sostenibilità, Economia circolare